- Scema! Si anche io non ti voglio vedere più
- Non è uno scherzo. Non sto scherzando.
Un leggero brivido salì sulla schiena di Luca. Si sentiva spaesato, non riusciva a capire.
- Sara ma che cavolo dici?
- Luca, non so come spiegartelo! Non so niente! Volevo non dirtelo per non farti stare male, volevo risolvere tutto da sola senza far finire niente.
- Cosa volevi risolvere?
Nessuna risposta. Dalla cornetta si sentiva un leggero fruscio. Luca preso dalla rabbia rispose:
- Sara! Rispondi! Cosa volevi risolvere? - Non so più se stare con te!
- Non sai più se stare con me? Non sai più se stare con me? Come cazzo fai a dire di amarmi e dopo dieci secondi mi dici questo?
Luca incominciò ad alzare la voce, poi vedendo l’orario dalla sveglia sul comodino moderò il suo tono.
- Non ho detto che non ti amo
- Ah no! E scusa cosa vorresti dire? Non sai se stare con me però mi ami… ah ho capito, ho capito.
- Non so più niente! non lo so. Speravo di non arrivare a questo punto. Speravo di capire che era solo uno pensiero sbagliato entrato nella mia testa per alcuni secondi. Ma non è stato così. Non riesco più a recitare, a mentirti.
- Ma stai dicendo sul serio?
Luca si sentiva spento! Di solito quando aveva un problema si rifugiava nelle braccia di Sara, ma ora, ora era Sara il problema. Era come se tutto il mondo si fosse spento.
- Si! E andare avanti per me sarebbe impossibile, devo pensare, devo riflettere.
- Non lo so! Non riesco a capire. Scommetto che stasera hai chiamato per dirmi questo
- Si!
- Ma come fai ad essere così falsa? A dirmi delle cose che poi non pensi. Come fai?
Ecco cosa combina l’amore. Diventa una cosa così bella! Così importante. Ti porta all’illusione che non finisca mai! E si casca nella trappola. Non puoi muoverti, sei intrappolato, vuoi scappare…
- Infatti non ci sono riuscita. Te lo dovevo dire. E non credere che io ora non stia male, anzi! Sto molto male. Ma ho bisogno di tempo. Sai quanti problemi ho! Sai come mi sento. E tra la famiglia, la scuola, e te, sei l’unica cosa a cui posso rinunciare
- E getti via l’amore così? Soltanto perché hai dei problemi con la scuola e la famiglia?
- Non è solo questo. Qualcosa è cambiato in me per te! E lo so. Volevo auto convincermi che non era vero.
- Non me ne frega! Aspetto! Perché io non voglio, e non posso far finire tutto così! Non ha senso
Gli occhi di Luca erano lucidi. Trattenevano milioni di lacrime, voleva scoppiare, distruggere tutto. Era come se quel libro che racchiudeva quella favola stesse per bruciare, e lui faceva di tutto per spegnere il fuoco. Ma la realtà era più forte!
- Non so cosa farò! In questo modo finisci col distruggerti da solo
- E cosa devo fare? Il mio amore non è finito, non voglio farlo finire. Sei tu che lo vuoi non io. E scusami se non riesco a crederci, ma è come se il cuore mi fosse stato strappato dal petto e calpestato miliardi di volte.
Per l’ennesima volta è il silenzio a fare il suo gioco, fino a quando Sara lentamente posa la cornetta! Piange! e senza farsi notare dai suoi genitori entra in bagno. Accende la luce, e sul pavimento si formano le ombre. Si siede sul bordo della vasca e abbassa la testa. Si sentiva un verme! Come aveva potuto fare questo? Lei, che lo amava più di se stessa, aveva fatto finire tutto. Cercava una risposta a quelle domande. Intanto Luca lentamente! Con lo sguardo fisso sulla finestra, capisce che la sua mente, ora che dovrebbe essere piena di pensieri, è vuota, come se qualcono l’avesse svuotata. Poi cede, e la pioggia non si trovava solo fuori, ma anche nella sua camera. Incomincia a piangere.
Sara si guarda allo specchio, capisce che Luca sta male, ma quella era l’unica soluzione. Poi apre la fontana e si bagna gli occhi ormai diventati due palloncini rossi! Alza la testa e prendendo l’asciugamano alle sue spalle, si asciuga. Intanto alcune gocce cadono sui suoi piedi. Poggia la mano sullo specchio come per coprire la sua faccia. Un leggero brivido percorre tutto il suo corpo. Un forte vento l’avvolge e ad un tratto si trova nel buio. Niente più la circonda.
- Dove mi trovo?
(Continua…)
sabato 29 settembre 2007
La ricerca dello specchio - Capitolo 1 - i problemi notturni - seconda parte
Questo libro è di
giovanniportin
alle ore
15:02
Questo post parla di: amore, delusione, giovanniportin, la ricerca dello specchio, sofferenza
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4 commenti:
che ne parliamo a fare! adoro come scrivi e descrivi..riesco a focalizzare le immagini davanti ai miei occhi e vivere ogni frase. ogni capitolo mi lascia la voglia di leggere il seguito ed è sempre più interessante. bravissimo!!
uhauhauhauhauha grazie! sono contento di farti focalizzare le immagini. sai scrivo solo quello che vedo nella mia testa, ogni minimo particolare. spero di riuscirci sempre. ciao ciao.
giovanniportin... grandissimo! Siete tutti e tre dei grandi, questo è quanto! Mi raccomando.. si vede che hai già in testa come continuare, quindi non farci aspettare troppo per il seguito! xD
grazie! diciamo che questo è un periodo di pausa, continuerà tra poco. grazie ancora :)
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