<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3626746784051145771</id><updated>2012-02-16T11:32:13.392-08:00</updated><category term='rob'/><category term='scuola'/><category term='personaggi'/><category term='la rivalsa del produttivo zoe'/><category term='amore'/><category term='estinzione'/><category term='banana blues'/><category term='vendetta'/><category term='paradiso'/><category term='capitolo uno'/><category term='sofferenza'/><category term='gruppi'/><category term='inizio'/><category term='fotografia'/><category term='sposa'/><category term='bar'/><category term='clima'/><category term='delusione'/><category term='contaminazione'/><category term='giovanniportin'/><category term='oroscopo'/><category term='mondo'/><category term='orzo'/><category term='angeli'/><category term='terra'/><category term='la ricerca dello specchio'/><category term='capitolo due'/><title type='text'>La bella novella</title><subtitle type='html'>Grandi libri scritti da piccoli autori</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://labellanovella.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3626746784051145771/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://labellanovella.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17191077967044608724</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://fc01.deviantart.com/fs18/f/2007/213/3/a/momerie_di_un_cuore_tistre_by_RobertPhoenix.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>6</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3626746784051145771.post-3223717101408886246</id><published>2007-11-11T13:52:00.000-08:00</published><updated>2007-11-12T02:25:43.615-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la rivalsa del produttivo zoe'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitolo due'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mondo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='personaggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gruppi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paradiso'/><title type='text'>La rivalsa del produttivo Zoe - DUE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;- DUE -&lt;br /&gt;o il K cazzone&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;Che fosse un produttivo fuori dal comune lo sapevano tutti, ma che addirittura riuscisse a scappare dall'Aldiquà, beh, nessuno l'aveva immaginato. Quando mi diedero la notizia ero nella stanza degli interrogatori a mettere con le spalle al muro uno schifoso angelo che si presupponeva avesse rubato addirittura 3 VB di nuvole. Ero poliziotto prima di morire, e come eccezione, dopo la mia morte, avvenuta dopo un complotto ideato e messo in atto (ovviamente, visto che sono qui) da mia moglie e dal suo amante di merda, mi hanno lasciato l'esperienza da poliziotto pensando che potesse tornarmi utile qui. Dopo 200 anni, il capo della K vecchio non ne voleva più sapere di furti di VB, demoni che si travestono per rubarci gli angeli e complotti di lignaggi. Sì perché qui sono gli unici tre reati. Furti, furti, complotti.&lt;br /&gt;- Allora, dov'era nella notte di ieri?&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt; - Ancora?! Mi sono stancato di dirglielo, signor capoangelo.&lt;br /&gt;- ..non mi chiami così.&lt;br /&gt;- E lei non mi faccia sempre e solo le domande a cui ho già risposto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;Eravamo faccia a faccia, a pochi centimetri di distanza. Che era stato lui lo sapevo, ce lo aveva stampato in faccia. Chi non c'entra niente ci pensa un po' su prima di dar la risposta, quello lì era troppo veloce a rispondere. Il capo, però, mi aveva dato carta bianca quindi me la potevo spassare. Non era spaventato, per niente. In effetti, con la sua stazza e la sua apertura d'ali neanche io lo sarei stato. Era magrino ma aveva due spalle che potevano stare in due zone della città contemporaneamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Sa, i 3 VB di nuvole erano in una zona in cui il capo non vuole che si gironzoli neanche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;Ero seduto sulla scrivania grigio chiaro, stesso colore delle pareti, delle fottute sedie e della mia divisa. Mi alzai, lui non parlava. Si guardava le mani, che muoveva come se avesse qualcosa tra le dita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Vede - lo dissi guardando la sua testa che guardava in basso - il problema è che io questo lavoro non voglio farlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;Mi mossi, andai verso la parete di fronte al tizio. Cazzo, lì non c'erano porte come le stanze per gli interrogatori della terra. Qui la gente veniva catturata senza avere la possibilità di scappare. Usavano i lignaggi del gruppo P, che avevano poteri mentali forti da bloccare ogni movimento. Così non c'è il divertimento. Come noi dovremmo prendere i cattivi, loro avrebbero tutto il diritto di scappare per un po' di tempo. A patto che dopo si lascino prendere. Dicevo, che le stanze sono senza porta. O almeno, la porta c'è, ma cambia posizione ogni tre secondi. Nessuno può vederla perché è dello stesso colore delle pareti. In pratica è come se fossero degli ologrammi. Cose da aldiquà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;Sospirai, girai la testa, lo guardai negli occhi, mi guardava. Mi mossi, verso di lui e mi fermai prima del tavolo. Lui mi seguì con lo sguardo per tutto il tragitto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Dov'era nella notte di ieri?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;Lui mi guardò, era serio e un po' spaventato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- In giro, con amici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Ho parlato con i suoi amici, dicono che lei è andato presto nella sua residenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Voglio un diavolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Le ripeto che il capo non vuole neanche che si gironzoli in quel posto - mi piegai verso di lui appoggiandomi sul tavolo - lei ora non ha diritti - dissi bisbigliando.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;Faceva tutto parte della finta per spaventarlo. Una situazione messa in loop, come la mia vita sulla terra. Iniziava a tremare. Io mi rimisi eretto, lui abbassò il capo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Il problema è che questo lavoro non mi piace, la penso come ogni angelo che vive e lavora in questo posto del cazzo. Il problema è che sono bravo in quello che faccio, il migliore dei due mondi dell'aldiquà, ed è per questo che non vengo mai punito - non mi guardava, feci una pausa, lui sorpreso alzò la testa e mi guardò - per come strappo le informazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;Alzai la testa in alto, chiusi gli occhi. Con un gesto della mano nell'aria scaraventai il tavolo sul muro. Si ruppe, e subito si aggiustò. Non c'è divertimento, qui. Lui cadde dalla sedia, indietro. Mi alzai da terra, pochi centimetri. Lui era a terra che mi guardava terrorizzato. Iniziai a respirare rumorosamente, in realtà potevo spaventarlo con molto meno, ma mi piaceva terrorizzarli così. C'è un ché di spaventoso in questo, ma è una cosa vera, perché mentire? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Ok, ok ok... sono stato io, ma con me c'erano anche i miei amici, solo che erano fuori dal cancello e i P non li hanno visti..la prego, non mi strappi una piuma...la prego...!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;Aveva chiuso gli occhi e piangeva. Si copriva la faccia con le mani, come se avessero potuto difenderlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;Subito smisi. Tornai coi piedi per terra e mi schiarii la voce. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- La ringrazio - dissi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;Il tavolo tornò a posto con la sedia, al centro della stanza. Lui aveva ancora una gamba sullo schienale della sedia e quasi cadde quando questa si spostò per tornare a posto. Camminai verso un angolo, lui mi guardava ancora incredulo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Cosa mi aspetta?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Ora che ha confessato di aver rubato, signore, ha il diritto di essere difeso da un diavolo. Se non può permetterselo le verrà asse..&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Signore! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;Un angelo assistente era entrato in sala, con un foglio in mano. Era affannato e stanco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Che hai fatto, hai corso? - dissi incredulo. Qui tutti volano, scansafatiche del cazzo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Signore.. - e ansimava - codice rosso...ehm, sì - e respirava forte - ho corso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;Mi diede il foglio in mano. Rosso, in pochi potevano leggere quel foglio. Io lo potevo leggere perché strappavo piume senza rimpianti. Lo lessi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Allora, signore?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;A terra c'era ancora il tizio, e anche lui mi guardava con sguardo spaventato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- E' fuggito un VEN, dopo che era stato catturato dai K superiori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;Le loro due facce si pietrificarono. Non ansimava più, l'angioletto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Di che lettera? - disse il tizio a terra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- E' fuggito Zoe.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;L'unica cosa che pensavo mentre pisciavo era cosa avrei detto al gruppo di tuniche bianche che mi aspettava nell'altra stanza. Qui nessuno piscia, ma mi piace continuare a farlo. Tutte clausole extra che ho fatto aggiungere dal capo nel mio contratto per lavorare nei K. A quanto pare ero sul serio bravo sulla terra per questi qua. Lavoro come caposquadra dei K da almeno  settant'anni. Ho fatto cambiare io il nome della polizia in K, prima si chiamavano 'angeli buoni'. Una vaccata di nome, insomma. Un K era l'angelo che prima era il capo, e io mi scocciavo di pensare a un nome e allora vada per K. Quando mi chiedono perché K io li mando a fanculo, e loro mi chiedono dov'è fanculo. Una volta uno appena morto si ricordava ancora del fanculo, e così continuò con la storia della K, allora io dissi che siamo la cappa di una cucina enorme che aspira tutto il negativo che c'è in questo cazzo di aldiquà. Lui rise, allora lo rimandai a fanculo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;Tornai nella sala riunioni. C'erano i due CUSVEN, Adamo ed Eva, che non sono quelli della mela e il serpente e cagate varie, ma sono i due moderatori dei due gruppi di angeli che lavorano per il capo. Cioè, non posso dirvi tutti i segreti in codice rosso dell'aldiquà. Qui c'è il capo e sotto di lui vari gruppi che offrono vari servizi. Ci sono i K, il gruppo degli angeli CUS e VEN, gli SPAZ. Poi c'è l'organizzazione Plis, che è seconda solo al capo. E', diciamo, la sua voce, i suoi schiavi, i suoi leccaculo. E noi, tutti gruppi secondari, dobbiamo rendere conto a loro. A capo di Plis c'è Sueg, anche lui era presente alla riunione. Un tipo pelato che sfruttava ogni goccia della sua autorità e potere per essere un cazzone antipatico. Ma io sono intoccabile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Allora, ha già pensato un piano per catturarlo? - fece il pelato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;Io lo guardai e sorrisi, allungai la mano verso il mio assistente per farmi dare i primi piani che avevamo pensato, lui subito me li diede.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- In realtà sì, ma ci servono almeno cinquanta VEN.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- E' escluso - disse Adamo - che poi, per che angelo l'ha preso? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Uno Z.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Beh, Z o no è uno. cinquanta son troppi. Dai Plis arrivano ogni giorno nuove trasferte da fare, e mi servono i VEN. Al massimo gliene dò due.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Due sono pochi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Sono anche troppi - mi guardò con segno di sfida - per catturarne uno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Adamo, io credo che neanche cinquanta basterebbero per strappargli solo una piuma.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Non è mica il capo, Ugolina. - il pelato sorrise.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Lo so - replicai - ma è Zoe, sappiamo tutti che trasferte ha compiuto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Io credo - disse Eva - che abbia ragione. Insomma, a quanto ne sappiamo è forte. Ernesto gli ha dato una matricola ventuno, è riuscito a scappare dai K dopo che l'hanno catturato e in più è sulla terra e non riusciamo a trovarlo. Giove ha occhi in tutto il cielo, e non l'ha visto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- E' furbo, Sueg. - feci poggiandomi al tavolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;Sueg sospirò. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Ti concedo due D e un E e quanti CUS vuoi - disse - ma lo voglio senza piume prima della prossima alba.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- E così sarà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Come fai a sapere che mi chiamo Beth?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;Smisi di farmi coprire il viso dai capelli lunghi, mi girai verso di lei. Lei smise di respirare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;- Perché prima che morissi, eri la mia ragazza. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3626746784051145771-3223717101408886246?l=labellanovella.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://labellanovella.blogspot.com/feeds/3223717101408886246/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3626746784051145771&amp;postID=3223717101408886246' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3626746784051145771/posts/default/3223717101408886246'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3626746784051145771/posts/default/3223717101408886246'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://labellanovella.blogspot.com/2007/11/la-rivalsa-del-produttivo-zoe-due.html' title='La rivalsa del produttivo Zoe - DUE'/><author><name>rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17191077967044608724</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://fc01.deviantart.com/fs18/f/2007/213/3/a/momerie_di_un_cuore_tistre_by_RobertPhoenix.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3626746784051145771.post-1939325527051251485</id><published>2007-09-29T15:02:00.000-07:00</published><updated>2007-09-29T15:04:37.102-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giovanniportin'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='delusione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la ricerca dello specchio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='amore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sofferenza'/><title type='text'>La ricerca dello specchio - Capitolo 1 - i problemi notturni - seconda parte</title><content type='html'>- Scema! Si anche io non ti voglio vedere più&lt;br /&gt;- Non è uno scherzo. Non sto scherzando.&lt;br /&gt;Un leggero brivido salì sulla schiena di Luca. Si sentiva spaesato, non riusciva a capire.&lt;br /&gt;- Sara ma che cavolo dici?&lt;br /&gt;- Luca, non so come spiegartelo! Non so niente! Volevo non dirtelo per non farti stare male, volevo risolvere tutto da sola senza far finire niente.&lt;br /&gt;- Cosa volevi risolvere?&lt;br /&gt;Nessuna risposta. Dalla cornetta si sentiva un leggero fruscio. Luca preso dalla rabbia rispose:&lt;br /&gt;- Sara! Rispondi! Cosa volevi risolvere? &lt;span id="fullpost"&gt;- Non so più se stare con te!    &lt;br /&gt;- Non sai più se stare con me? Non sai più se stare con me? Come cazzo fai a dire di amarmi e dopo dieci secondi mi dici questo?&lt;br /&gt;Luca incominciò ad alzare la voce, poi vedendo l’orario dalla sveglia sul comodino moderò il suo tono.&lt;br /&gt;- Non ho detto che non ti amo&lt;br /&gt;- Ah no! E scusa cosa vorresti dire? Non sai se stare con me però mi ami… ah ho capito, ho capito.&lt;br /&gt;- Non so più niente! non lo so. Speravo di non arrivare a questo punto. Speravo di capire che era solo uno pensiero sbagliato entrato nella mia testa per alcuni secondi. Ma non è stato così. Non riesco più a recitare, a mentirti.&lt;br /&gt;- Ma stai dicendo sul serio?&lt;br /&gt;Luca si sentiva spento! Di solito quando aveva un problema si rifugiava nelle braccia di Sara, ma ora, ora era Sara il problema. Era come se tutto il mondo si fosse spento. &lt;br /&gt;- Si! E andare avanti per me sarebbe impossibile, devo pensare, devo riflettere.&lt;br /&gt;- Non lo so! Non riesco a capire. Scommetto che stasera hai chiamato per dirmi questo&lt;br /&gt;- Si!&lt;br /&gt;- Ma come fai ad essere così falsa? A dirmi delle cose che poi non pensi. Come fai?&lt;br /&gt;Ecco cosa combina l’amore. Diventa una cosa così bella! Così importante. Ti porta all’illusione che non finisca mai! E si casca nella trappola. Non puoi muoverti, sei intrappolato, vuoi scappare… &lt;br /&gt;- Infatti non ci sono riuscita. Te lo dovevo dire. E non credere che io ora non stia male, anzi! Sto molto male. Ma ho bisogno di tempo. Sai quanti problemi ho! Sai come mi sento. E tra la famiglia, la scuola, e te, sei l’unica cosa a cui posso rinunciare&lt;br /&gt;- E getti via l’amore così? Soltanto perché hai dei problemi con la scuola e la famiglia?&lt;br /&gt;- Non è solo questo. Qualcosa è cambiato in me per te! E lo so. Volevo auto convincermi che non era vero.&lt;br /&gt;- Non me ne frega! Aspetto! Perché io non voglio, e non posso far finire tutto così! Non ha senso&lt;br /&gt;Gli occhi di Luca erano lucidi. Trattenevano milioni di lacrime, voleva scoppiare, distruggere tutto. Era come se quel libro che racchiudeva quella favola stesse per bruciare, e lui faceva di tutto per spegnere il fuoco. Ma la realtà era più forte!&lt;br /&gt;- Non so cosa farò! In questo modo finisci col distruggerti da solo&lt;br /&gt;- E cosa devo fare? Il mio amore non è finito, non voglio farlo finire. Sei tu che lo vuoi non io. E scusami se non riesco a crederci, ma è come se il cuore mi fosse stato strappato dal petto e calpestato miliardi di volte.&lt;br /&gt;Per l’ennesima volta è il silenzio a fare il suo gioco, fino a quando Sara lentamente posa la cornetta! Piange! e senza farsi notare dai suoi genitori entra in bagno. Accende la luce, e sul pavimento si formano le ombre. Si siede sul bordo della vasca e abbassa la testa. Si sentiva un verme! Come aveva potuto fare questo? Lei, che lo amava più di se stessa, aveva fatto finire tutto. Cercava una risposta a quelle domande. Intanto Luca lentamente! Con lo sguardo fisso sulla finestra, capisce che la sua mente, ora che dovrebbe essere piena di pensieri, è vuota, come se qualcono l’avesse svuotata. Poi cede, e la pioggia non si trovava solo fuori, ma anche nella sua camera. Incomincia a piangere. &lt;br /&gt;Sara si guarda allo specchio, capisce che Luca  sta male, ma quella era l’unica soluzione.  Poi apre la fontana e si bagna gli occhi ormai diventati due palloncini rossi! Alza la testa e prendendo l’asciugamano alle sue spalle, si asciuga. Intanto alcune gocce cadono sui suoi piedi. Poggia la mano sullo specchio come per coprire la sua faccia. Un leggero brivido percorre tutto il suo corpo. Un forte vento l’avvolge e ad un tratto si trova nel buio. Niente più la circonda.&lt;br /&gt;- Dove mi trovo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Continua…) &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3626746784051145771-1939325527051251485?l=labellanovella.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://labellanovella.blogspot.com/feeds/1939325527051251485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3626746784051145771&amp;postID=1939325527051251485' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3626746784051145771/posts/default/1939325527051251485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3626746784051145771/posts/default/1939325527051251485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://labellanovella.blogspot.com/2007/09/la-ricerca-dello-specchio-capitolo-1-i_7493.html' title='La ricerca dello specchio - Capitolo 1 - i problemi notturni - seconda parte'/><author><name>giovanniportin</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11730966833639055570</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3626746784051145771.post-1172020620261445229</id><published>2007-09-28T19:45:00.000-07:00</published><updated>2007-09-29T22:29:02.613-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banana blues'/><title type='text'>Banana Blues - 2 -</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Fare la valigia è come cercare di prevedere il futuro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Avrò freddo? Caldo? Mi verrà voglia di mettere la maglietta rossa o quella blu? Incontrerò una donna interessante? Meglio tirar fuori dal cassetto la camicia bianca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ci vorrebbe un oroscopo del viaggiatore: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;i nati del vostro segno si strapperanno i pantaloni giovedì: portare solo boxer senza disegni osceni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Chissà quanti calzini mette in valigia, William Phoogle? Forse nemmeno uno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Forse quando deve viaggiare chiama il Finley della scudostazione d'arrivo e ordina sole. E vento leggero per far svolazzare le falde della giacca rossa e gialla. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span id="fullpost"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;BANANA BLUES &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;- capitolo secondo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ha cambiato le tende.&lt;br /&gt;Alzo la testa dalla scatola del dentifricio.&lt;br /&gt;- Chi?&lt;br /&gt;Libo gira con uno scatto secco la rotella dei suoi Pseudoflex.&lt;br /&gt;- Lei. Magari lo ha fatto per me. Per mandarmi un messaggio.&lt;br /&gt;Guardo distrattamente la casa di fronte: la finestra della signorina Bell è nascosta da uno strato verde scuro.&lt;br /&gt;- Una cosa tipo 'piantala di spiarmi, brutto maniaco?'&lt;br /&gt;Libo sbuffa, sedendosi vicino a me.&lt;br /&gt;- Ma no. Una cosa tipo 'ho notato che nelle ultime due settimane avevi su un maglione verde scuro'.&lt;br /&gt;Alzo gli occhi al cielo.&lt;br /&gt;- Fossi in te spererei che non si sia accorta che son due settimane che non ti cambi i vestiti - dico, chiudendo con un schiocco secco la valigia rigida, persa nel caos della mia scrivania.&lt;br /&gt;Libo si volta e mi guarda.&lt;br /&gt;I suoi Pseudoflex scattano di nuovo, come avessero vita propria. Possibile che mi continui a dimenticare di che colore ha gli occhi mio fratello?&lt;br /&gt;- Tu non capisci - risponde, tormentandosi i capelli arruffati.&lt;br /&gt;Sorrido.&lt;br /&gt;- Lo so - dico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho deciso di noleggiare una monovolante al garage in centro.&lt;br /&gt;Nova Due è a quattro ore, se mi metto in viaggio adesso.&lt;br /&gt;Ci sono già stato un'altra volta, la strada non è difficile: un buon tergisabbia e un pieno di carburante sono tutto ciò che mi serve. Entro questa sera dormirò sotto una diversa scudostazione. Mi piace, anche solo l'idea. Quanto tempo è passato dall'ultima volta?&lt;br /&gt;Libo mi accompagna saltellando dallo skatefly al marciapiede, tanto per scaricare la tensione.&lt;br /&gt;Nell'ufficio metallico tutto sembra efficiente, lucido, pulito, nemmeno una ditata o uno sbaffo di polvere sui monitor, il pavimento con un sottile riflesso argentato a rispecchiare il sole di tarda mattinata.&lt;br /&gt;La segretaria, bionda, ha un sorriso perfetto.&lt;br /&gt;I suoi guanti tattili sono neri, eleganti, volano sulla tastiera senza sosta, anche mentre parla con me.&lt;br /&gt;E' molto bella. Qualcosa nel suo cravattino lucido mi fa pensare alla mia camicia bianca, piegata nella valigia appoggiata ai miei piedi.&lt;br /&gt;Scelgo una monovolante amaranto, ultimo modello sul mercato: ottimi tergisabbia e gran serbatoio, proprio come volevo.&lt;br /&gt;Non amo particolarmente guidare.&lt;br /&gt;La mia ultima ragazza diceva che è perché sono claustrofobico.&lt;br /&gt;Non è vero. Non credo, almeno.&lt;br /&gt;E' solo che mi sento già fin troppo in trappola all'idea di quel tetto di vetro che non posso vedere ma incombe sempre sopra la mia testa. Perché dovrei ridurre il mio spazio ancora di più?&lt;br /&gt;Nemmeno la velocità, la sensazione dell'aria sotto gli alettoni, mi provoca quel brivido di cui molti parlano.&lt;br /&gt;Che piacere posso trarre dal sapere che fuori l'aria sbatte contro i miei vetri al titanio se nemmeno un po' di quel vento mi tocca la punta del naso? Sentire le mie gambe che si muovono morbide sull'asfalto mi fa sentire molto più vivo.&lt;br /&gt;Una monovolante corazzata, una scorta di ossigeno e un navigatore radar sono però l'unico modo per muoversi da una scudostazione all'altra, e per quanto volare sopra il deserto del mondo esterno mi metta sempre una certa tristezza, questa volta spero possa essere diverso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ecco il totale, assicurazione compresa.&lt;br /&gt;Mentre inserisco la mia carta di credito nel lettore, la segretaria si volta verso Libo.&lt;br /&gt;- Non farà mica guidare lui, vero? - chiede, a voce troppo alta, mentre una ruga le spacca in due la fronte.&lt;br /&gt;Mio fratello ha un sussulto. Sulla porta, a metà tra il binario dei vetri scorrevoli bloccati dal suo piede sullo skatefly e la strada rumorosa di voci, il sole si specchia nei suoi Pseudoflex, due pozzi di luce al posto degli occhi.&lt;br /&gt;Stringo le labbra.&lt;br /&gt;- No. Viaggio solo - dico.&lt;br /&gt;E sbatto la mia patente magnetica sul bancone, spingendola verso di lei.&lt;br /&gt;Non mi sembra più così bella. Non da camicia bianca di sicuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Libo non ha superato l'esame per la patente di volo, non ne abbiamo parlato molto.&lt;br /&gt;Troppe poche diottrie, hanno detto. E punto.&lt;br /&gt;Io cerco di non pensarci, ma so che se non fosse per quegli stupidi Pseudoflex sulla punta del naso, forse andrebbe a bussare alla porta della signorina Bell, tende o non tende.&lt;br /&gt;Per me è diverso. Io sono felice, di stare in silenzio.&lt;br /&gt;A volte, addirittura, ci sono giorni in cui vorrei che non avessero mai inventato l'Auditum, giorni in cui ascoltare i discorsi della gente mi fa desiderare di essere sordo davvero, completamente.&lt;br /&gt;Penso al professore di Nova Due. Penso al suo discorso sulle piante.&lt;br /&gt;Chissà se le sue idee folli sono fondate, chissà se un giorno Libo potrà guidare qualcosa di più serio di uno skatefly?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esco dal grande portone metallico, volteggiando lento, tanto per riprendere la mano coi comandi.&lt;br /&gt;- Allora...&lt;br /&gt;Libo non mi guarda, mentre lo lascio vicino al portone di casa.&lt;br /&gt;- Allora torno presto - dico.&lt;br /&gt;Lui scuote la testa, come per scrollarsi di dosso un'idea fastidiosa.&lt;br /&gt;- Secondo me arrivi che lo hanno già internato, quello lì. Altro che bandane.&lt;br /&gt;- Banane. E comunque sì, è probabile - sorrido - Cosa vuoi che ti porti, come souvenir?&lt;br /&gt;Mio fratello sbuffa e apre lo sportello.&lt;br /&gt;- Niente. Anzi: fatti internare anche tu, se ci riesci, così mi prendo la tua stanza.&lt;br /&gt;E con uno scatto agile sparisce oltre il doppio vetro al titanio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'uscita della scudostazione, mentre i funzionari in divisa blu controllano i miei documenti, mi sento nervoso.&lt;br /&gt;Ho scritto una e-mail al professor Postacchini, o almeno, a quello che sull'elenco videofonico sembrava essere lui. Una risposta automatica mi ha dato indirizzo e contatto vocale, ma preferisco arrivare là, prima di chiamarlo.&lt;br /&gt;Non voglio perdere il mio entusiasmo. Se scoprissi che è tutta una montatura giornalistica, o che lo hanno davvero già internato come dice Libo, non partirei nemmeno più. Invece ne ho bisogno. E se qualcosa andrà storto potrò sempre dire di essermi fatto una vacanza.&lt;br /&gt;I grandi portoni della scudostazione si aprono, lenti e maestosi: sono fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra una scudostazione e l'altra non esiste nulla. Non esiste &lt;span style="font-style: italic;"&gt;più &lt;/span&gt;nulla.&lt;br /&gt;Dopo la Grande Distruzione, le radiazioni hanno devastato ogni centimetro del pianeta, uccidendo ogni essere vivente che non si fosse premunito in tempo e riducendo tutto il resto a spettri e rovine.&lt;br /&gt;Gli uomini hanno raccolto le energie e le conoscenze rimaste e hanno costruito nuove città, gigantesche caverne di vetro e acciaio con microclima filtrato e sterilizzato. Si sono rintanati tra loro, hanno messo cerotti sulle ferite e nuovi processori ai loro computer.&lt;br /&gt;In pochi hanno cercato di non farsi fregare dalla paura.&lt;br /&gt;Ogni cosa che sembrava anche solo potenzialmente pericolosa, è stata eliminata.&lt;br /&gt;Le piante. Gli animali.&lt;br /&gt;Non è stato così terribile, credo. Semplicemente siamo diventati bravi a dimenticare.&lt;br /&gt;Al calore del sole abbiamo sostituito il calore delle nostre invenzioni: dove la natura martoriata non riusciva più a soddisfare i nostri bisogni, là abbiamo messo una macchina.&lt;br /&gt;Macchine per sentire. Per vedere. Per toccare.&lt;br /&gt;Eliminato tutto ciò che non era necessario, ridotti i piaceri futili all'osso, ci siamo concentrati su ciò che poteva garantirci di vivere in un mondo dove il sole, il sole vero, è ormai offuscato dalle sabbie radioattive.&lt;br /&gt;Mio padre diceva che dimenticarci di ricordare ci avrebbe portati a un punto di non ritorno.&lt;br /&gt;- Siamo una razza in via d'estinzione - diceva - Il nostro tempo è scaduto.&lt;br /&gt;Forse aveva ragione lui.&lt;br /&gt;Io, però, ho sempre pensato che il tempo in fondo non è nulla più di un'illusione, come la pioggia programmata di Finley o il sorriso beffardo di Phoogle.&lt;br /&gt;Tutti viviamo facendo progetti per il futuro, senza accorgerci che in realtà il futuro non esiste, che non lo raggiungeremo mai: il presente è l'unica cosa che possiamo toccare, ed è su questo che dovremmo concentrarci.&lt;br /&gt;In questo nostro ultimo respiro di civiltà, io non so se ci sarà un domani, non posso saperlo e non voglio più aspettarlo: per questo sono partito. Per inseguire quel desiderio sulla punta della lingua con cui mi sono svegliato una mattina. Che sapore avrà una banana?&lt;br /&gt;Ho bisogno di scoprirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre guido, mi scorrono brividi sudati lungo la schiena.&lt;br /&gt;Volo veloce, con la mascella tesa.&lt;br /&gt;Fuori dal mio finestrino è come fosse notte, la luce oscurata dal pulviscolo costante.&lt;br /&gt;E' assurdo pensare che tra me e la morte certa per asfissia (o peggio) ci sia solo un sottile strato di carrozzeria al titanio.&lt;br /&gt;Mi sento indifeso.&lt;br /&gt;Eppure sono fuori, sono consapevole che oltre il tetto trasparente c'è il cielo, seppure ancora invisibile: il cielo vero, con le stelle vere, il sole, e tutto l'universo. Infinito, perso per sempre eppure così straordinariamente reale.&lt;br /&gt;I polmoni mi si riempiono, è come un fiume di gioia che mi taglia il respiro: sono fuori. Fuori!&lt;br /&gt;Schiaccio il pedale dell'acceleratore, sorridendo.&lt;br /&gt;Abbasso gli occhi distratti sul navigatore radar per controllare la direzione.&lt;br /&gt;E me ne accorgo.&lt;br /&gt;A poca distanza dal mio puntino lampeggiante, il radar è nero.&lt;br /&gt;Sterzo con uno scatto violento per evitare l'ombra scura che è apparsa all'improvviso.&lt;br /&gt;Troppo tardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre la monovolante gira su se stessa penso a quello che mi hanno sempre fatto credere.&lt;br /&gt;La cosa che ti passa la vita davanti e rivedi le persone care. Tutte stronzate.&lt;br /&gt;E se l'attimo prima di morire dovrebbe essere chiarificatore e sadicamente illuminante, rivelandomi il senso della vita quando ormai è troppo tardi per farne tesoro, l'unica cosa che riesco a pensare ora è: ''cazzo, sta succedendo davvero?''&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un rombo di sabbia e rocce, mi schianto sul terreno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(continua)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3626746784051145771-1172020620261445229?l=labellanovella.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://labellanovella.blogspot.com/feeds/1172020620261445229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3626746784051145771&amp;postID=1172020620261445229' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3626746784051145771/posts/default/1172020620261445229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3626746784051145771/posts/default/1172020620261445229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://labellanovella.blogspot.com/2007/09/fare-la-valigia-come-cercare-di.html' title='Banana Blues - 2 -'/><author><name>inchiostro antipatico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14931603166268606841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3626746784051145771.post-357166699659634215</id><published>2007-09-15T14:08:00.000-07:00</published><updated>2007-09-29T09:44:09.954-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitolo uno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la rivalsa del produttivo zoe'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='angeli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='inizio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vendetta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bar'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rob'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='amore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='orzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sposa'/><title type='text'>La rivalsa del produttivo Zoe - UNO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;- UNO -&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Una volta produttivo devi passare degli esami per diventare angelo ufficiale. - Mi guardò con un aria perplessa, allora replicai. - Sì ufficiale, perché ci sono anche quelli non autorizzati dai superiori. Oppure puoi restare un semplice cittadino del Paradiso.&lt;br /&gt;Guardai il bicchiere. Il barista lo riempì subito dopo il mio ultimo sorso con dell'altro caffè d'orzo. Era un bravo barista, quello, che sapeva cosa voleva il cliente. Guardai la faccia del tipo che mi sedeva sullo sgabello a fianco al mio. Aveva la bocca aperta e continuava a fissarmi. Certo che era particolare forte.  &lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Allora brindiamo al tuo tornare qui tra noi persone senza ali, Nadim. - toccò con il suo whisky il mio bicchiere e poi ne bevve un sorso.&lt;br /&gt;Aveva uno strano accento. Tolsi gli occhi dal bicchiere che avevo tra le dita e lo guardai. Aveva i capelli lunghi e gonfi, pareva uno di quei cosi con la criniera che Ernesto ci faceva studiare quando eravamo a lezione di Animali non Leggendari del Mondo Improduttivo ma che ora non ricordo il nome. Aveva la barba di qualche giorno e un cappello buffo forte. Indossava stivali neri, sporchi e consumati, e un lungo giaccone nero.&lt;br /&gt;- Non mi chiamo Nadim. - bevvi un sorso d'orzo.&lt;br /&gt;- Eh, ma lo so. Io chiamo tutti i miei amici di bevuta Nadim. E' un nome arabo che significa 'bere'. Pensa che una volta lo beccai sul serio un Nadim. - scoppiò in una grossa risata, pareva ubriaco ma non lo era. - Pensa che dopo mi guardò con un'espressione di terrore e disse "Ommioddio, come fai a sapere il mio nome??".&lt;br /&gt;Io mostrai una smorfia di sorriso, lui era totalmente perso nella sua risata. Fece segno al barista di riempirmi il bicchiere, ma era quasi pieno e ci versò dentro solo qualche dito.&lt;br /&gt;- Allora - disse e io girai la testa verso lui - sei un angelo.&lt;br /&gt;- Ero.&lt;br /&gt;- Sì sì, eri un angelo. - E bevve un sorso di whisky. - E le ali dove sono finite?&lt;br /&gt;- Le tiriamo fuori quando servono. Come Wolverine cacciava fuori gli artigli. - bevvi un altro sorso d'orzo.&lt;br /&gt;Mi guardava in modo strano, come se mi credesse. Eppure a lezione dicevano che gli improduttivi non erano molto disponibili a nuove credenze.&lt;br /&gt;- E perché ti hanno cacciato?&lt;br /&gt;- Sono stato dal capo maledetto per essere stato trovato con il pene eretto nella fica dei suo più caro angioletto.&lt;br /&gt;- Ah. E perché ora parli così?&lt;br /&gt;- Quando ero in trasferta, è così che chiamano gli incarichi qui sulla Terra, ero obbligato a parlare così, in versi poetici.&lt;br /&gt;- E perché?&lt;br /&gt;- Porco Giuda, sai chiedere solo perché?&lt;br /&gt;- No, però mi incuriosisci compagno Nadim.&lt;br /&gt;- Bé, perché era nelle regole. - Guardai il mio bicchiere. - Cioè, penso che il boss, il capo diciamo, volesse che chi lavorava a suo nome avesse stile.&lt;br /&gt;- Ah. - Bevvi un sorso, lui continuò a parlare. - Allora eri un angelo gay?&lt;br /&gt;- No.&lt;br /&gt;- Bé, ti scopavi il suo più caro angioletto.&lt;br /&gt;- Inteso come la figlia. Mi scopavo la figlia. Che poi, era la prima volta che facevamo certe cose. Lì in Paradiso non esiste il sesso. Una volta andai in trasferta e il mio incarico stava facendo sesso con una ragazza. Io guardai la scena da incorporeo aspettando che finissero di fare ciò che mi sembrava essere un'antica lotta greca. Dopo però mi documentai e scoprii più cose sul sesso. Io e la figlia del boss stavamo insieme da tempo, allora le chiesi di provare questa pratica che usate voi improduttivi.&lt;br /&gt;- Come sai che si dice 'scopare'?&lt;br /&gt;- Bé, la donna urlava 'sì, scopami, sì'. - Dissi quelle parole con freddezza, senza espressione. Come faceva la donna a sua volta quando la sentii. Il tipo particolare scoppiò a ridere. Feci una smorfia per non farlo sentire un cretino a ridere da solo.&lt;br /&gt;- E poi? - fece quando si fu ripreso dalla risata.&lt;br /&gt;- E poi cosa? Giuda, cos'è un'inchiesta?!&lt;br /&gt;- Cioè, da voi non c'è il sesso, tu sei venuto in terra per una missione, hai visto un tizio che scopava e così hai provato a farlo con la figlia del capo che frequentavi da un po e ti hanno beccato? - Disse tutto d'un fiato.&lt;br /&gt;- Sì.&lt;br /&gt;- Cazzo, certo che hai sfiga.&lt;br /&gt;- Sì.&lt;br /&gt;- E ti possono mandare qui in terra ora che sai tutto? - Lo capii anche se si spiegò con i piedi.&lt;br /&gt;- No.&lt;br /&gt;- Come no? E che ci fai qui?&lt;br /&gt;- Sono scappato una volta che mi avevano cacciato dagli Angeli VEN.&lt;br /&gt;- Ah. - Aveva la faccia da uno di quegli animali acquatici che Ernesto ci faceva studiare a lezioni di ALMI. Un pesce.&lt;br /&gt;- Ci sono due tipi di angeli: i CUS e i VEN. A capo di questi due gruppi ci sono due angeli supremi e cioè i due Cusven, Acilia e Greta. Io ero un VEN e cioè vendicavo dando punizioni o uccidendo chi infrangeva le regole supreme del Paradiso. Per un periodo sono stato anche un custode, ma mi annoiavo.&lt;br /&gt;- Ah. - Un pesce. - E allora sei qui sulla terra illegalmente?&lt;br /&gt;- Sì.&lt;br /&gt;- Perché?&lt;br /&gt;- Ho tanti motivi: per una rivalsa, per evitare la galera. Ma l'ho fatto soprattutto per non dimenticare Maria, la figlia del boss. Mi avrebbero ripulito la mente rimuovendola tra i ricordi.&lt;br /&gt;- Ok ok, capito. Ma rivalsa..&lt;br /&gt;- ..voglio uccidere gli umani più buoni della terra. Ho rubato l'elenco dei nobili per vendicarmi dei due Cusven che mi hanno venduto al boss.&lt;br /&gt;- Ah.&lt;br /&gt;Bevvi un sorso dal bicchiere. Il tipo aveva uno sguardo spento, come se ora avesse paura di me.&lt;br /&gt;- Non sei un nobile. - gli feci.&lt;br /&gt;- Eh, ma lo so. - Sorrise. - lo so bene.&lt;br /&gt;- Dimmi di te, che fai nel tuo corso?&lt;br /&gt;- Se per corso intendi vita, bé, sono uno scrittore, il mio nome è Rob.&lt;br /&gt;- Il mio nome è Zoe. Cioè, in realtà è 21135, che sarebbe il mio numero di matricola, ma noi trasformiamo i numeri in lettere, grazie alle vostri basi letterarie, e così mi chiamano Zoe da sempre.&lt;br /&gt;- Onore, Zoe. Ma dimmi, vuol dire che ci sono 21.000 angeli?&lt;br /&gt;- Noi VEN siamo 250. Abbiamo questi numeri di matricola perché in paradiso ci sono ancora i VEN andati in pensione, allora si creerebbe un casino enorme se ricominciassimo da capo coi numeri a ogni generazione. Di CUS ce ne sono cinque miliardi.&lt;br /&gt;- WOW!&lt;br /&gt;- Eh sì.&lt;br /&gt;- E ora tutti sono a cercare te?&lt;br /&gt;- Bé, in parte sì. Credo che avranno messo qualche CUS più bravo a guardare anche due o tre improduttivi, e quindi messo il restante alla mia caccia.&lt;br /&gt;- E non hai paura?&lt;br /&gt;- Sai, il reparto 21 dei VEN, i Zeta diciamo, è il più forte dell'intero sistema dell'aldiqua. Ah no, ora si chiama aldilà. Comunque solo io e Zonico siamo del 21esimo gruppo. Sono tra i due angeli più forti di tutto il sistema dell'aldiqua, aldilà.&lt;br /&gt;- Sei tipo un super angelo?&lt;br /&gt;- Sì, anche se mi sembra esiguo come aggettivo, ma capisco anche che sei un improduttivo.&lt;br /&gt;Il barista mi riempì il bicchiere. Era già la quarta tazza. Rob stava zitto, io mi ero girato con la testa verso il bancone del bar, guardando le bottiglie dai mille colori che riempivano la parete.&lt;br /&gt;Non ci misi molto a trovare un bar che non ci fosse negli elenchi dei locali messi sotto controllo degli angeli supremi. Era un bar piccolo in cui c'erano quattro tavolini rotondi che riempivano lo spazio che c'era di fronte al bancone. Fuori c'era una piccola insegna con scritto 'bar' illuminata di rosso, con la R che era spenta. Poi c'era qualche scalino che scendeva e portava al bar. Le scale sapevano di piscio. La porta era una di quelle che c'erano al tempo del far west (l'ho studiato a Storia Antecedente a quella Attuale), che si possono aprire spingendole da entrambe le facce. Una volta entrati c'era il bancone sulla sinistra con quattro sgabelli alti per sedersi, e i quattro tavoli rotondi sparsi sulla destra e nella sala. Seduti ai tavoli c'era qualche improduttivo con la faccia da deficiente, niente più. C'era silenzio a parte un canzone country che usciva dal juke box. Conosco il country, la musica c'è anche in Paradiso. Noi abbiamo Johnny Cash.&lt;br /&gt;- A che pensi? - Feci a Rob, lo vedevo in preda a un pensiero orrendo. Ci era dentro.&lt;br /&gt;- A nulla in particolare...&lt;br /&gt;La porta del bar si spalancò. Entrò una ragazza vestita da sposa. Entrò una sposa. Con le braccia che tenevano aperte le porte del bar, guardò il viso di tutti i presenti. Poi avanzò, si tirò su la gonna larga e bianca per camminare meglio e si sedette su uno sgabello al bancone. Non vicino a me ma quell'altro più in la.&lt;br /&gt;Il barista andò verso di lei.&lt;br /&gt;- Salve, cosa posso portarla?&lt;br /&gt;La sposa fece per aprire bocca, ma si fermò. Aveva il viso nero, sporco di trucco. Aveva pianto tanto e si vedeva. Guardò il bancone in silenzio. Il barista attendeva.&lt;br /&gt;- Portatele dell'orzo anche a lei. Macchiato. - Feci io.&lt;br /&gt;Il barista fece un cenno con la testa e poi si mosse velocemente dietro il bancone, prendendo il bicchiere e prendendo l'orzo macinato con un pentolino. Era un bar di vecchio stampo. La sposa mi guardò.&lt;br /&gt;- Come fa a sapere che mi piace l'orzo?&lt;br /&gt;- Mi hai mischiato tu l'orzo-dipendenza. Ciao Beth.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span id="fullpost"  style="font-size:78%;"&gt;Continua..&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3626746784051145771-357166699659634215?l=labellanovella.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://labellanovella.blogspot.com/feeds/357166699659634215/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3626746784051145771&amp;postID=357166699659634215' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3626746784051145771/posts/default/357166699659634215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3626746784051145771/posts/default/357166699659634215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://labellanovella.blogspot.com/2007/09/la-rivalsa-del-produttivo-zoe-uno.html' title='La rivalsa del produttivo Zoe - UNO'/><author><name>rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17191077967044608724</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://fc01.deviantart.com/fs18/f/2007/213/3/a/momerie_di_un_cuore_tistre_by_RobertPhoenix.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3626746784051145771.post-7722799549298457922</id><published>2007-09-14T06:02:00.000-07:00</published><updated>2007-09-29T15:05:18.961-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la ricerca dello specchio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='amore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><title type='text'>La ricerca dello specchio - Capitolo I - i problemi notturni</title><content type='html'>La notte lasciava spazio ai ricordi di Luca. Se ne stava nel suo letto, con la testa appoggiata sul cuscino. I suoi occhi rimanevano fissi a guardare il soffitto. Il silenzio dominava. Un leggero vento entrava dalla finestra e faceva svolazzare i fogli che stavano sulla scrivania. Si tolse le coperte e a piedi scalzi raggiunse la finestra. La chiuse facendo sgonfiare le tendine. La camera era piena di fotografie, non avrebbe mai voluto lasciar perdere la sua passione. Fotografava da poco, ma quando premeva quel tasto gli sembrava di avere la forza per fermare il mondo. &lt;span id="fullpost"&gt;Quella notte sembrava proprio non promettere bene, i suoi occhi non si chiudevano, era tormentato dai ricordi di un epoca ormai svanita. Un epoca in cui lui e i suoi amici, si chiudevano in quella stanza e per tutta la notte non facevano altro che ridere. Componevano numeri telefonici a caso, si abbuffavano di schifezze e mettevano tutto sottosopra. Diventava come un rifugio dove raccontare le cose più intime. Ma ora erano cresciuti, Luca era cresciuto, ed era arrivato al punto in cui prendere una decisione non risultava così tanto difficile. Avvolto dal calore delle coperte, un leggero sorriso comparve sulla sua faccia. Avrebbe voluto tornare indietro, ma sapeva che questa era una cosa impossibile. Un gattino incominciò a miagolare fuori dalla finestra, quando ad un tratto un tuono lo fece scappare via. Le gocce urtavano contro il vetro e scendevano man mano fino a toccarsi l’una con l’altra. Luca spense la luce e cercò di dormire, ma era una cosa complicata. Era distratto da tutti gli oggetti nella stanza, persino dalla luce che formava delle leggere ombre sulle pareti dal color arancio. Continuava a girarsi da sinistra a destra e da destra a sinistra avvolgendosi nelle coperte che erano diventate un ottimo sacco a pelo. Forse era l’ansia per il giorno seguente. Doveva iniziare il terzo anno delle superiori, e non aveva per niente voglia di studiare. In seconda i suoi voti raggiungevano una media del 7, ma ora, ora faceva fatica a credere che le vacanze erano finite. Che si sarebbe chiuso diverse volte in camera per studiare.&lt;br /&gt;Ad un tratto il telefono squillò e i pensieri di luca svanirono nel nulla . Cercò di liberarsi dalle lenzuola, ma non ci riusciva, così rotolandosi a terra fino alla cornetta rispose.&lt;br /&gt;- Pronto?&lt;br /&gt;- Amore! Che fai?&lt;br /&gt;- Sara che devo fare, cerco di dormire&lt;br /&gt;Sara era la sua ragazza, gli sembrava ancora una cosa assurda che stavano insieme. Si erano conosciuti ad una festa. Lei stava seduta lì su un divano, lui la osservava. Ad un tratto avvicinandosi con foce ferma si presentò. Era emozionato, le parole che gli uscivano dalla bocca prendevano altra forma. A lei piacque proprio questa sua timidezza, questa sua voglia di riuscire in qualcosa cercando di distruggere la paura. E con il tempo incominciò ad amarlo fino a quando un giorno capì di non poterne fare più a meno, un dose di vita per dare un sì alla giornata.&lt;br /&gt;- Ma che ti frega? Vedi, se facevi come me che ti rassegnavi già da inizio settembre, stanotte riuscivi a dormire.&lt;br /&gt;- Mi annoio tantissimo, Rivedere quella testa di cazzo del professore tutte le mattine. No! mi uccido.&lt;br /&gt;- Ti ammazzo io se ti fa piacere&lt;br /&gt;- Certo! Uccidimi, non voglio più vivere in questo mondo&lt;br /&gt;- Finiscila scemo! Sai ho notato che due persone che si vogliono bene si chiamano sempre scemo e scema&lt;br /&gt;- Si è vero… Scema, scema, scema, scema, scema.&lt;br /&gt;La voce di Sara lo faceva sentire al sicuro, era come se fosse stato l’unico uomo su quella terra. Gli dava forza per combattere ogni cosa. Senza accorgersene aveva abbandonato tutti i suoi ricordi e le sue ansie in pochi secondi.&lt;br /&gt;- Cavolo e come ti amo&lt;br /&gt;- Basta, sembriamo gli attori di Via col vento.&lt;br /&gt;Dal telefono Sara rideva, e Luca immaginava la sua faccia. Un leggero sorriso gli scappò sul viso. Poi Sara rispose:&lt;br /&gt;- Ah! ho sempre odiato via col vento&lt;br /&gt;- Anche io&lt;br /&gt;Entrambi si fermarono per alcuni secondi. Non sapevano che dire. Poi Luca si stancò&lt;br /&gt;- Come odio questi attimi di silenzio, non li sopporto.&lt;br /&gt;- Senti Luca, tu sai che io ti direi sempre tutto, e che non ti mentirei mai giusto?&lt;br /&gt;La faccia di Luca cambiò completamente, non si aspettava per niente la domanda.&lt;br /&gt;- Certo, so che tu mi diresti tutto. Ma perché mi fai questa domanda Sara?&lt;br /&gt;- Beh vedi, io, io…&lt;br /&gt;- Cosa è successo Sara? Parla!&lt;br /&gt;- Forse noi due non ci potremo vedere più&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua...)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3626746784051145771-7722799549298457922?l=labellanovella.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://labellanovella.blogspot.com/feeds/7722799549298457922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3626746784051145771&amp;postID=7722799549298457922' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3626746784051145771/posts/default/7722799549298457922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3626746784051145771/posts/default/7722799549298457922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://labellanovella.blogspot.com/2007/09/la-ricerca-dello-specchio-capitolo-i-i.html' title='La ricerca dello specchio - Capitolo I - i problemi notturni'/><author><name>giovanniportin</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11730966833639055570</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3626746784051145771.post-6295947606882239853</id><published>2007-09-13T22:03:00.000-07:00</published><updated>2007-09-29T22:33:42.449-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='clima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='estinzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banana blues'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='contaminazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='oroscopo'/><title type='text'>Banana Blues - 1 -</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;C'è una canzone che mi gira in testa da giorni... Una canzone...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ogni volta che l'ascolto le parole cambiano. La musica, un pianoforte lento e strascicato, resta la stessa. Ma le parole cambiano ogni volta. Ogni volta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; BANANA BLUES&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;- capitolo primo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stamattina mi sono svegliato strano.&lt;br /&gt;Sento le dita pesanti, faccio fatica a respirare.&lt;br /&gt;Il mio Auditum mi rimbomba dentro una specie di ticchettio da pompa idraulica e ho male allo stomaco, mentre l'aria della mia ozonosveglia mi soffia in faccia con rantolo da mentine stantie e la voce computerizzata ripete monotona: 'sonolesette, sonolesette, sonolesette'.&lt;br /&gt;Con uno schiocco di maniglia, Libo entra in camera mia.&lt;br /&gt;- Sono le sette - dice.&lt;br /&gt;Grugnisco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davanti a una pastiglia di Crunch, mi sento un po' meglio.&lt;br /&gt;Mentre facciamo colazione, io e mio fratello non parliamo mai.&lt;br /&gt;Lui non si mette mai gli occhiali prima delle otto (nemmeno i nuovi Pseudoflex che gli ho regalato per il compleanno) e io di solito tengo l'Auditum spento fino a dopo l'oroscopo. Così entrambi vaghiamo per casa in balia dei nostri sensi storditi, aspettando che le pastiglie rimineralizzanti ci diano la forza necessaria per cominciare la giornata. (Cosa che per fortuna succede sempre in tempo per la nostra prima lite del mattino).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Libo accende lo schermo al plasma del salotto e aspettiamo che le immagini prendano forma.&lt;br /&gt;La rete nazionale trasmette uno dei suoi soliti notiziari ventiquattr'ore, uno di quei bollettini che ci informano sulla qualità dell'aria e dell'acqua fuori dalla nostra scudostazione e da tutte le altre, sparse per il pianeta.&lt;br /&gt;Non mi è ben chiaro a cosa serva esattamente sapere in quanti secondi moriremmo se solo ci venisse in mente di mettere un centimetro di naso fuori dalla cupola d'acciaio che protegge la nostra città, ma forse è un modo sottile per farci apprezzare il fatto che dentro, per lo meno, sopravviviamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Avrei voglia di una banana - dico, all'improvviso.&lt;br /&gt;Libo si volta verso di me, guardando all'incirca nella mia direzione.&lt;br /&gt;Lo vedo parlare. Lui mi sente sorridere.&lt;br /&gt;Riaccendo l'Auditum con un gesto svogliato.&lt;br /&gt;- Ho detto che avrei voglia di una banana - ripeto.&lt;br /&gt;- E io ti ho chiesto che accidenti è una banana - dice Libo, cercando a tentoni il telecomando del televisore.&lt;br /&gt;Mi fermo a riflettere.&lt;br /&gt;- Non ne ho idea - sono costretto ad ammettere. - Però la voglio lo stesso. Anche se non posso averla.&lt;br /&gt;- Come ti capisco... - risponde Libo con un sospiro demoniaco, mentre si aggiusta gli Pseudoflex sul naso, appena in tempo per vedere le tende dell'appartamento di fronte aprirsi con uno scatto&lt;br /&gt;Guardo oltre la finestra la signorina Bell che si prepara per andare al lavoro, le gambe lunghe e le dita nervose intorno ai capelli chiari.&lt;br /&gt;Potrei far notare a Libo che dovrebbe smettere di spiarla e invitarla a uscire, ma ho troppo mal di testa per litigare. E troppa voglia di una banana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi alzo lentamente dalla sedia e raccolgo il giornale magnetico da sotto la porta.&lt;br /&gt;Al mio tocco leggero la pagina di metallo sottile si anima.&lt;br /&gt;Premo su 'Oroscopo', scegliendo il mio segno, e subito il faccione sorridente di William Phoogle mi delizia con le sue previsioni.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Buongiorno! Il sole è in terza casa. La luna invece no. Ma non disperare: forse è solo dal parrucchiere! Le radiazioni che hanno flagellato il pianeta negli ultimi centottant'anni influiranno sul tuo umore settimanale: non agitarti. E' solo l'inevitabile contaminazione che porterà tutti noi a morte certa! Meglio quindi approfittare oggi dei piaceri della vita: scarica subito il tuo buono sconto per un nuovo paio di occhiali Pseudoflex e corri a provarli all'esibizione dei paracadutisti obesi, alle quattro nel parco cittadino!''&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sorrido.&lt;br /&gt;Non che creda agli oroscopi, intendiamoci, ma c'è rimasto ben poco in cui credere, dopo la Grande Distruzione, e sebbene sia triste pensare di affidare il nostro destino a quelle stelle che non possiamo vedere se non in riproduzione artificiale all'interno della cupola metereologicamente programmata, forse aveva ragione nostro padre, quando diceva che le giacche a righe rosse e gialle di Phoogle e le sue assurde previsioni catastrofiche sono quello che ci meritiamo. Peggio delle cavallette per Ramses, diceva. Ma chi fosse Ramses e cosa fossero le cavallette, non me lo aveva mai voluto spiegare.&lt;br /&gt;- Lascia perdere e pensa a studiare la fusione atomica - mi diceva - Quella sì che può esserti utile.&lt;br /&gt;E così ho fatto: ingegnere al dipartimento per il clima, timbro il cartellino ogni giorno da almeno cinque anni. Ogni giorno.&lt;br /&gt;- Come? - chiedo, girandomi di scatto.&lt;br /&gt;- Alza il volume dell'Auditum, ti sto parlando.- sbuffa nervoso Libo, sulla porta con lo skatefly pronto sotto al tallone e la penna magnetica nel taschino.&lt;br /&gt;- Scusa. E' che non ascoltavo.&lt;br /&gt;- Come al solito. Ti ho chiesto se devo prendere l'ombrello.&lt;br /&gt;- L'ombrello? Non lo so...&lt;br /&gt;Libo sbuffa di nuovo.&lt;br /&gt;- A che mi serve avere un fratello che lavora al dipartimento per il clima se non so nemmeno se verrà a piovere o meno? Sei proprio inutile.&lt;br /&gt;- Piantala Libo. Lo sai che io mi occupo d'altro.&lt;br /&gt;- Sì, certo. Buona giornata, eh. Speriamo.&lt;br /&gt;E mio fratello vola fuori dal terrazzo, in planata pericolosamente vicina alla finestra della signorina Bell.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' che non mi piacciono le previsioni del tempo.&lt;br /&gt;L'oroscopo sì: le stelle non hanno un computer che le programma dicendo ai pianeti come muoversi e in che orbita girare. Non quelle vere, intendo.&lt;br /&gt;Il tempo, invece, nella nostra città, è questione di computer. Dei computer nel mio grattacielo.&lt;br /&gt;Il responsabile dell'ufficio al primo piano, alla mattina, schiaccia un bottone, ed ecco: piove. Ne schiaccia un altro: c'è il sole. Un altro ancora: l'arcobaleno.&lt;br /&gt;Un intero team di esperti calcola quanti gradi devono esserci a ogni ora del giorno e della notte, se deve piovere a secchiate o solo un po'.&lt;br /&gt;E quando il Presidente della scudostazione deve giocare a golf, guarda caso, c'è sempre sereno.&lt;br /&gt;Potrei chiedere a Finley. Lo so che potrei.&lt;br /&gt;Mi basterebbe premere un bottone sullo schermo del mio videointerfono e chiamare il suo numero. La sua faccia affilata mi risponderebbe zelante e dopo pochi secondi la stampante nel mio ufficio sputerebbe fuori un foglio con le previsioni per tutto il prossimo mese, dettagliate al milligrado.&lt;br /&gt;A Libo piacerebbe. Saprebbe sempre quando la signorina Bell va in terrazza a stendere la biancheria.&lt;br /&gt;Ma io non voglio. Non voglio rovinarmi la sorpresa.&lt;br /&gt;Mi piace illudermi che sia tutto un caso, mi piace quella sensazione di incertezza che ti prende quando esci di casa e guardi le nuvole addensarsi sopra la tua testa, e ti chiedi se il vento le spazzerà via oppure se tra pochi minuti ti troverai a correre verso il più vicino cornicione, soprapassaggio, pensilina del flybus.&lt;br /&gt;Non voglio pensare solo a cosa deciderà Finley oggi. A quando sarà la prossima lezione di golf del Presidente.&lt;br /&gt;Devo illudermi che ci sia qualcosa di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vado al lavoro a piedi, mentre sopra la mia testa le piccole monovolanti e gli skatefly sfrecciano rumorosi e disordinati.&lt;br /&gt;Quella del rumore è una cosa che non siamo ancora riusciti a risolvere.&lt;br /&gt;Certo, c'è sempre chi può spegnere l'Auditum. Quasi tutti ne hanno uno, ormai. Però, tra tutte le persone che conosco, quasi nessuna lo fa spontaneamente: solo in caso di manutenzione, e sempre per periodi molto brevi. Il rumore fa ormai parte della nostra giornata, del nostro sentirci vivi. Senza, sarebbe come smettere di respirare.&lt;br /&gt;Io invece lo spengo spesso, l'Auditum. Per rilassarmi. Per sentire il cuore che batte, e quella canzone...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivo in ritardo e Ter, il mio capodipartimento è già sulla porta del mio ufficio.&lt;br /&gt;- Inutile sprecare il fiato con te, eh? Scommetto che sei venuto a piedi.&lt;br /&gt;- Mi dispiace - dico piano, appoggiando la giacca allo schienale della sedia.&lt;br /&gt;- Cosa aspetti a comperarti una monovolante? Ormai coi finanziamenti in settantotto rate ti costa come una pastiglia di Crunch al giorno. E non arriveresti in ritardo ogni santa mattina.&lt;br /&gt;- Mi dispiace - ripeto. Poi alzo la testa e aggiungo, con tono di sfida: - E' che non riesco a smettere di pensare che se ho due gambe che ancora funzionano a qualcosa dovranno pure servirmi.&lt;br /&gt;Ter scatarra forte, scuotendo la testa.&lt;br /&gt;- Sono stronzate! La nuova generazione non le usa quasi mai e son più sani di noi. C'è da imparare.&lt;br /&gt;Penso a mio fratello col suo skatefly e gli occhiali telescopici e faccio una smorfia.&lt;br /&gt;- Che c'è in programma, per oggi? - chiedo.&lt;br /&gt;- La solita roba. Monitoraggio degli impianti, controllo degli alimentatori... il Presidente s'è lamentato che piove troppo e Finley sta mettendo sole tutti i giorni... bisogna controllare che non salti tutto per il sovraccarico.&lt;br /&gt;Ter si gratta la camicia a quadretti sotto alle bretelle automassaggianti.&lt;br /&gt;- Ah, hai sentito di quel folle di Nova Due... quello che dice che la pioggia fa bene alle patate? Ma pensa te.&lt;br /&gt;- Patate? Cosa sono le patate?- chiedo, aggrottando la fronte.&lt;br /&gt;- Ma che ne so... una specie di erbaccia resuscitata dalla tomba precontaminazione... Questo pazzo s'è fatto la serra in casa... Piante VERE, ti rendi conto? Un folle, ti dico. Da rinchiudere.&lt;br /&gt;Rabbrividisco. E mentre Ter se ne va scuotendo la grossa testa pelata, non riesco a smettere di tremare.&lt;br /&gt;Mi siedo alla mia scrivania.&lt;br /&gt;Piante VERE. Possibile?&lt;br /&gt;Dopo la Grande Distruzione, tutte le piante sono state decretate fuori legge, perché possibili portatrici di contaminazione. Ricordo ancora nostra madre parlare dei fiori della nonna, di quando glieli avevano portati via.&lt;br /&gt;In tutte le scudostazioni abbiamo molte piante artificiali e nei parchi abbiamo erba e fiori, come prima, come si vede nei filmati d'epoca, i pochi rimasti.&lt;br /&gt;Tutti i semi veri, però, tutti i bulbi e i germogli sono stati distrutti, per evitare ogni rischio.&lt;br /&gt;Com'è possibile che qualcuno sia riuscito a trovarne ancora qualcuno?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scorro con un brivido di eccitazione il dito sullo schermo del mio computer.&lt;br /&gt;Notizie. Scandali. Clima. Ecco, trovato.&lt;br /&gt;Avvicino gli occhi allo schermo, e leggo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il dottor Abel Postacchini, professore alla facoltà di Impiantistica Meccanica di Nova Due, ha recentemente presentato un esposto al dipartimento per il clima della sua scudostazione chiedendo che i giorni di pioggia vengano consistentemente aumentati su piano mensile, così da aiutare la sua ricerca scientifica: il dottore, infatti, sostiene di aver trovato alcuni semi di piante considerate ormai estinte e di averli fatti germogliare in un apposito laboratorio costruito sul suo terrazzo. Il dottore, nonostante la palese violazione dei termini fondamentali della PLISP (Prima Legge di Igiene e Sopravvivenza del Pianeta) non sembra intenzionato a fermare il suo esperimento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"La nostra attuale dieta" ha recentemente dichiarato in un'intervista "è fortemente squilibrata. Il fatto che quasi tutti i giovani della nuova generazione abbiano bisogno di protesi meccaniche, quali apparecchi acustici, occhiali potenziati o guanti tattili per supplire alle deficienze sensoriali che li affliggono, prova che le cose stanno precipitando. Dobbiamo reintegrare le proteine vegetali nella nostra dieta: non possiamo sopravvivere solo con pastiglie liofilizzate di Crunch e altri alimenti simili di origine chimica. Ci servono patate, piselli, fagioli, fragole, banane..."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Banane.&lt;br /&gt;Di nuovo questa parola.&lt;br /&gt;Con un sussulto cambio pagina e vado all'enciclopedia.&lt;br /&gt;Digito 'Banana'.&lt;br /&gt;Lo schermo scintilla e si anima.&lt;br /&gt;Quando si calma, leggo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ll termine banana descriveva un frutto commestibile presente sulla terra prima della Grande Distruzione. Si sviluppava in una serie di grappoli dal colore variabile tra il verde intenso e il giallo oro. Pare che fosse commestibile per circa l'80% mentre il restante 20% era solitamente utilizzato per scherzi goliardici di cui non ci è pervenuta l'esatta descrizione. Al giorno d'oggi, come stabilito dalla PLISP, tale essere vivente vegetale può, anzi deve, considerarsi estinto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un frutto. Estinto.&lt;br /&gt;Ma com'è possibile che io mi sia svegliato questa mattina con la netta sensazione di volere qualcosa che non esiste da molto prima che io nascessi?&lt;br /&gt;Spengo l'Auditum e chiudo gli occhi.&lt;br /&gt;Sento il silenzio condensarsi intorno a me. Così soffice e insieme così compatto.&lt;br /&gt;- E' possibile che sia tutto qui? - mi chiedo - Vivere di Crunch e venire al lavoro tutti i giorni solo per controllare che il Presidente abbia il suo sole sopra al campo da golf?&lt;br /&gt;Qualcuno mi tocca una spalla. Sobbalzo.&lt;br /&gt;Kib è di fronte a me.&lt;br /&gt;Riaccendo l'Auditum.&lt;br /&gt;- Che fai, parli da solo? - mi chiede, con uno sguardo stranito.&lt;br /&gt;- Sì. Parlo. Ma mi prendo il lusso di non ascoltarmi - dico, ammiccando al bottone dell'Auditum.&lt;br /&gt;Lei mi guarda come se fossi matto. Poi si scuote. E' la mia segretaria: è pagata per far finta di non conoscermi.&lt;br /&gt;- Ter ti vuole nel suo ufficio tra sei ore, con i grafici. Poi ha chiamato la dottoressa Man per quel problema di fornitura dei fusibili. Pare che...&lt;br /&gt;- Kib - la interrompo - Quanti giorni di vacanza posso ancora prendermi?&lt;br /&gt;Lei sembra interdetta.&lt;br /&gt;Scorre velocemente l'agenda elettronica che tiene tra le mani.&lt;br /&gt;- Credo... parecchi, a dire il vero. Sono due anni che non chiedi nemmeno un week end. Vuoi il calcolo totale?&lt;br /&gt;- No. Credo che una settimana dovrebbe bastare.&lt;br /&gt;- Bastare per cosa?&lt;br /&gt;Allungo i piedi sotto alla scrivania.&lt;br /&gt;- Per andare a Nova Due e tornare - dico.&lt;br /&gt;E sorrido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(continua)&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3626746784051145771-6295947606882239853?l=labellanovella.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://labellanovella.blogspot.com/feeds/6295947606882239853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3626746784051145771&amp;postID=6295947606882239853' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3626746784051145771/posts/default/6295947606882239853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3626746784051145771/posts/default/6295947606882239853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://labellanovella.blogspot.com/2007/09/banana-blues-1.html' title='Banana Blues - 1 -'/><author><name>inchiostro antipatico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14931603166268606841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry></feed>
